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Cinema Arci – prossimo appuntamento

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Cinema Arci – Frosinone (ex dopolavoro ferroviario zona stazione)

Le ricette della Signora TOKU

Un film di Naomi Kawase. Con Kirin Kiki, Masatoshi Nagase, Kyara Uchida, Miyoko Asada, Etsuko Ichihara

Genere Drammatico . Durata 113 min.

Venerdì 22 Sabato 23 Domenica 24 Gennaio 2016

Orario Proiezioni:

Venerdì 18:00-20:15 Sabato 18:00-20:15-22:30 Domenica 18:00-20:15

Prezzo biglietto € 3,00 Tessera 2016 € 8,00

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“‘An’ è un piccolo film, e non in termini di budget o di valore ma per quella preziosa tensione di vita ancora più sussurrata che in altre storie della regista giapponese. E che qui affiora nell’incontro tra più generazioni, espressione di diverse solitudini: l’anziana signora dai modi un po’stravaganti, coi suoi segreti preziosi per fare una perfetta pasta An. L’uomo del chiosco di dolci, dai modi bruschi e poco comunicativi, che invece compra quella industriale, e dunque i suoi dorayaki sono senza sapore e per pochi clienti. Una giovane studentessa che vive con la madre, con cui ha un rapporto di continuo scontro, e trova affetto solo nella compagnia di un canarino che deve nascondere, il condominio dove vivono non accetta alcun animale. Non ci metti cuore dice la vecchina al suo «allievo», lei ai fagioli parla e sa ascoltarli, riesce sentire le loro voci, e i loro ricordi di vento e di pioggia, cosa è accaduto prima che arrivassero nella sua pentola. E questa capacità dell’ascolto, di mettere insieme vissuti che si trasmettono conoscenze antiche, come quella della pasta An è il la preziosa a cifra poetica del film, che passa sul corpo, e sulle sue cicatrici, le stesse di un’anima che ha conosciuto tempeste. Per ciascuno dei personaggi l’altro diviene rivelazione di un mondo, di sé, del proprio bisogno di sentirsi amato. Ognuno porta i segni della Storia, e di una rigidità sociale fatta di regole che soffocano il cuore in cui si intrecciano i silenzi del passato e le ipocrisie del presente. (…) Le «lezioni» di Toku (la meravigliosa Kirin Kiki, attrice molto popolare in Giappone) su come preparare la pasta An diventano così come commuoventi lezioni di vita, di resistenza, e ci parlano della battaglia ostinata di qualcuno che ha trascorso il suo tempo cercando di sconfiggere un luogo comune, sempre attuale. Mescolando piani narrativi – ci sono passaggi quasi documentari – Kawase nelle mani deformi della donna traduce nel contemporaneo il trauma del dopoguerra quando appunto un lebbroso era visto come una vergogna e la famiglia doveva sbarazzarsene per il resto della vita. Eppure il film respira di grazia e leggerezza, commuove, conquista. Nella sua semplicità riesce a catturare la bellezza, che non sono immagini sontuose ma la poesia dolce e soffusa della vita: un soffio di vento, la luce tra i petali che danzano nell’aria, un albero nel bosco, canarino giallo che ritrova la sua libertà.” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’, 10 dicembre 2015)

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