0

Rubriche – Pillole di Sarcasmo: Pausa (eterna) caffè

Ascolta con webReader
Pausa, eterna, caffè…di Paola Manchi

 

Sui quotidiani di questi giorni è apparsa la notizia della morte di un imprenditore italiano la cui famiglia è stata indissolubilmente legata ad un prodotto esportato in tutto il mondo, la moka. Associato in vita all’immagine dell’omino con i baffi, l’imprenditore verrà forse ricordato in morte per la scelta di essere cremato, ma soprattutto di conservare le proprie ceneri all’interno di un’urna a forma di moka… polvere siete e polvere di caffè ritornerete. All’ombra dei cipressi e dentro la moka, il sonno della morte dovrebbe essere men duro, anche se non c’è caffè che tenga di fronte al sonno eterno. Comunque, di questi tempi, meglio presentarsi a San Pietro con la propria caffettiera, visto che in caso di promozione ai piani alti, ci aspetta un’eterna pausa caffè da sorseggiare tra le nuvole. Certo, l’immagine della caffettiera in mostra davanti all’altare e benedetta durante la cerimonia è un bel modo per salutare la vita ed esorcizzare la morte, di meglio puoi solo pensare che sia stata scelta la Chiesa dei Cappuccini. Se a guardare le foto la situazione sembra quanto meno surreale, a pensarci bene la scelta dell’urna è riuscita, meglio di qualunque discorso di commiato, a mantenere vivo e duraturo il ricordo di ciò che davvero ha caratterizzato l’esistenza terrena di un uomo. In fondo, non sarebbe bello immaginare un funerale così per tutti? Con il massimo rispetto per l’argomento, immaginiamo di trasferire su altri grandi imprenditori l’intuizione dell’omino con i baffi che, anche dopo morto, ha voluto mantenere il legame con “la compagna” di una vita. Chiudiamo gli occhi ed ecco spuntare, nella nostra immaginazione urne a forma di ovetto di cioccolato o barattolo di crema spalmabile con l’etichetta “caro estinto” o “per l’eternità” al posto della lapide. Sicuramente funzionale, per affrontare l’ultimo viaggio, la scelta di un’utilitaria o di uno scooter, cari alla storia italiana del dopoguerra, ma meglio ancora una lussuosa berlinetta rossa, una nave da crociera o almeno un paio di comode e lussuose scarpe di altissima fattura. L’importante è essere consapevoli che l’involucro non conta perché, dopo livellati, “nuje simmo serie… appartenimmo â morte!”

Condividi:

Lascia un commento