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Alatri – Antonello Iannarilli chiama a raccolta gli stranieri

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Parte domani l’iniziativa del Parlamentare azzurro per rendere i cittadini stranieri residenti ad Alatri consapevoli del loro diritto di voto e per seguirli nella trafila burocratica per l’iscrizione alle liste elettorali “aggiunte”.
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Un incontro presso il maneggio di Chiappitto rivolto a tutti i cittadini non italiani che risiedono e lavorano ad Alatri stabilmente. Questa l’ultima, originale trovata di Antonello Iannarilli, candidato azzurro alle prossime comunali per Forza Italia e altre liste civiche, che così punta ad incrementare la sua base di consenso mirando ad una fascia di popolazione che è solitamente ancora poco sensibile alla vita amministrativa della città. Molti non sanno nemmeno se hanno diritto di voto e non possono esercitare il loro diritto garantito dalla legge. L’idea è astuta se si pensa che si parla di migliaia di persone che, se coinvolte, potrebbero fare da ago della bilancia.

iannarilli antonelloI cittadini stranieri– ci dice Iannarilli- molto spesso non votano, non sanno neanche di poter votare e l’iniziativa del Comune che a pochi giorni dal voto espone avvisi e manifesti per informare chi interessato che ha una manciata di giorni per registrarsi, non basta. Noi vogliamo da un lato informarli, dall’altro guidarli anche in questa pratica burocratica”. Al di là della mossa politica ed elettorale, però, va sottolineato il problema più generale dei cittadini stranieri residenti nelle nostre città, comunitari e extracomunitari, che troppo spesso sono isolati e poco integrati, anche se non è il caso di Alatri dove le varie comunità sono parte integrante della vita sociale ed economica. Ma sul fronte amministrativo e del godimento dei diritti, anche nella terza città della provincia, c’è ancora molto da fare La macchina elettorale di Iannarilli, comunque, nota da tempo per le trovate e le idee spesso originali, è ripartita. Chissà come questa mossa verrà interpretata dai concorrenti, si prevedono scintille all’orizzonte. Ricordiamo che l’Italia è stata il primo Stato europeo a dare applicazione alla direttiva che prevedeva l’estensione del diritto di voto nelle elezioni amministrative ai cittadini comunitari. Questi ultimi, dal 1996, godono del diritto di voto nelle elezioni amministrative e sono eleggibili, ad esclusione della carica di sindaco e di vicesindaco. Al fine di esercitare il diritto di elettorato alle elezioni europee e comunali, i cittadini comunitari residenti in Italia devono presentare al Comune di residenza la richiesta di essere iscritti alle due “liste elettorali aggiunte”, alle quali poi restano iscritti anche per le successive elezioni dello stesso tipo, salva la facoltà per l’interessato di chiedere la successiva cancellazione. L’iscrizione può essere per una o per entrambe le liste. Le liste sono le seguenti: la lista elettorale aggiunta dei cittadini dell’Unione europea per le elezioni comunali e la lista elettorale aggiunta dei cittadini dell’Unione europea per l’elezione dei rappresentanti al Parlamento Europeo. Il cittadino di un Paese membro dell’Unione europea residente in Italia che intende partecipare alle elezioni per il rinnovo degli organi del Comune e della circoscrizione in cui risiede deve presentare al sindaco domanda di iscrizione nella lista elettorale aggiunta, istituita presso lo stesso Comune, nella quale devono essere espressamente dichiarati:

  1. a) la cittadinanza;
  2. b) l’attuale residenza nonché l’indirizzo nello Stato di origine;
  3. c) la richiesta di iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente nel Comune, sempre

che non sia già iscritto;

  1. d) la richiesta di conseguente iscrizione nella lista elettorale aggiunta.

Il cittadino comunitario può presentare la propria candidatura come consigliere comunale, mentre non è eleggibile alla carica di sindaco e di vicesindaco, dal momento che tali cariche sono riservate ai cittadini italiani. Per i cittadini extracomunitari, invece, resta il divieto come ribadito da una apposita circolare del Ministero dell’interno n. 4/2004, nella quale viene esclusa la possibilità di riconoscere ai cittadini extracomunitari il diritto di voto per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, nonché di essere eleggibili a consiglieri o nominati componenti della giunta comunale. Per ottenere cittadinanza e diritto di voto devono risiedere da almeno 10 anni in Italia.

 

Andrea Tagliaferri

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