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Alatri – Omron, la versione del Sindaco

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L’amministrazione Morini replica in riferimento alle notizie riguardanti lo stabilimento Omron e al suo possibile trasferimento in altra sede.

 

Tarcisio Tarquini dovrebbe sapere – inizia così la nota –  visti i trascorsi sindacali, che ogni momento di transizione, di riqualificazione, di cambio di assetto societario, produce uno squilibrio nell’azienda, soprattutto sulle maestranze, le quali vanno informate correttamente e per quanto possibile garantite dal punto di vista sindacale. Non è certo la via giusta quella di fare disinformazione.  Su certi argomenti, che coinvolgono la vita di così tante persone, bisogna essere chiari e precisi. Il primo punto da chiarire – dicono dal Comune- è il coinvolgimento di questa Amministrazione nella vicenda: da tempo, l’amministrazione tutta, con in testa il Sindaco Morini, ha instaurato un costante e ormai consolidato rapporto con la Direzione Aziendale della Omron, soprattutto con il management direttamente investito del progetto di trasferimento dello stabilimento, prodigandosi, nel limite del consentito per favorire la permanenza dell’azienda sul territorio di Alatri. Purtroppo, i fattori determinanti sono altri e non appartengono alla sfera politica, ma bensì a quella dei rapporti privatistici e della strategia aziendale. I fatti allo stato attuale sono questi:

  1. C’è in corso una trattativa tra Omron e Bitron, proprietaria dei capannoni, per estendere il contratto di affitto (in scadenza a fine anno).
  2. Secondo l’esito di questa trattativa, i tempi a disposizione e i relativi costi faranno propendere per la costruzione di un nuovo sito ad Alatri, oppure optare su una struttura esistente nelle vicinanze.
  3. Non ci sono le basi per un raddoppio della forza lavoro.

Nonostante sia un percorso difficile– conclude la nota- stiamo continuando a lavorare costantemente in rapporto con l’Azienda,  per trovare una soluzione che permetta di far restare la Omron ad Alatri. Questi sono i fatti, chiari e lineari, le chiacchiere le lasciamo agli alti”.

Potrebbe essere utile, visto l’interessamento di molti, un tavolo di confronto sulle proposte da mettere in campo, che vengano dalla maggioranza, dall’opposizione, dai privati, dal personale o dall’azienda non conta, basta siano utili e costruttive. Ci sono esempi di politica partecipata che hanno risolto grandi problematiche e vertenze in altre zone d’Italia e che potrebbero essere presi a riferimento. Tentar non nuoce.

Andrea Tagliaferri

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