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Alatri – Tarcisio Tarquini sull’uso “illecito” degli addetti stampa comunali

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Il candidato a Sindaco di “Alatri in Comune”, giornalista professionista, accusa il Sindaco di utilizzare il personale pubblico per scopi di parte

 

tarcisio 2016Forse rispetto ai temi toccati in campagna elettorale fino ad oggi sembrerà un argomento troppo “fine” quello affrontato dal candidato sindaco del movimento “Alatri in Comune”, di “Prospettiva Futura” e di “Patto Civico”, Tarcisio Tarquini, ma a ben guardare è un tema molto delicato che serve anche a fare corretta informazione sul mondo della comunicazione istituzionale, sull’etica e sulla deontologia dei giornalisti. Tarquini accusa senza giri di parole il Sindaco di utilizzare personale (addetti stampa ndr) pagati, quindi, dal Comune e, di conseguenza, dai cittadini, per scopi di parte, ovvero per finalità proprie della persona e del partito e non della carica che ricopre per la collettività. Proviamo ad essere più chiari: la legge 150/2000 “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, oltre a prevedere l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di avere un Ufficio Relazioni con il Pubblico e di un Ufficio Stampa, regola la netta distinzione tra i ruoli di coloro che si occupano di Ufficio Stampa, Ufficio Relazioni con il Pubblico e Ufficio del Portavoce. Il primo, infatti, si occupa della comunicazione con l’esterno e con i media, per diffondere informazioni sulle attività istituzionali svolte dal Comune e dagli organi che lo compongono ed è un giornalista iscritto all’Albo ; il secondo si occupa della comunicazione interna tra gli uffici e con il cittadino, per l’accesso ai documenti e l’ottimizzazione dei servizi; da ultimo, il Portavoce, è legato direttamente agli organi politici dell’ente, quindi si occupa della comunicazione “di parte” del personaggio politico a cui è collegato, degli organi di indirizzo politico e quant’altro e durante questo incarico non può svolgere altri lavori per giornali, tv, relazioni pubbliche etc. Detto ciò non possiamo negare che nei contesti locali e territoriali, anche vista la scarsa specializzazione delle figure professionali e la carenza delle risorse umane delle amministrazioni, ci sia molta flessibilità su questi temi, ma quel che conta è non esagerare e non cadere nei veri e propri illeciti sanzionabili sia amministrativamente, sia disciplinarmente, sia deontologicamente, qualora il diretto interessato faccia parte di un albo professionale. Proprio a questi usi “impropri” fa riferimento il candidato Tarquini nella lettera aperta al Sindaco di Alatri, prendendo spunto da un ultimo comunicato che accusa Antonello Iannarilli di varie cose, utilizzando un linguaggio proprio di comunicazioni “di parte”, quindi non istituzionali che sarebbero propri di un Ufficio Stampa comunale. Ecco alcuni estratti della lettera aperta: “…questa sera abbiamo dovuto registrare l’ennesimo comunicato stampa diramato dal comune ricolmo di volgarità rivolte a un candidato sindaco, e prima ancora cittadino della nostra città, che ha mosso alcune critiche all’azione di governo svolta da lei e dai suoi collaboratori […] Non è, però, la contestazione dei fatti che suscita la mia riprovazione, né la puntualizzazione delle azioni riparatrici che lei sarebbe stato costretto a compiere per porvi riparo. […] Quello che trovo inaccettabile, e credo con me lo trovino tutte le persone che nella nostra città conservano netta la distinzione tra propaganda politica e ruolo istituzionale, è il tono greve, ingiurioso, del comunicato, che sarebbe stato eccessivo persino se fosse stato diramato da un partito o movimento politico, e perciò da una parte, ma che è del tutto inappropriato e intollerabile se emesso da una sede istituzionale, utilizzando gli strumenti e il lavoro di persone che ricevono per la loro funzione un compenso, pagato con fondi pubblici e quindi anche dai cittadini destinatari delle contumelie. A me (ma non sono il solo) è capitato in due o tre occasioni di essere oggetto di attacchi triviali. Se vuole fare polemica politica utilizzi gli addetti stampa e gli strumenti suoi e del suo partito[…]. C’è bisogno di ribadirlo, perché ho l’impressione che siamo solo all’inizio di questi assalti con armi improprie, come dimostra anche il disinvolto ricorso a fondi per la comunicazione sociale per stampare e affiggere un manifesto a sua firma sull’acqua anch’esso di chiara finalità propagandistica. Sono cose che non si possono e non si debbono fare. E, pertanto – conclude Tarquini– mi auguro, che non si ripetano […]”. Vedremo se questo invito verrà colto dall’amministrazione o se alimenterà ulteriori polemiche in questa campagna elettorale del “tutti contro tutti”.

Andrea Tagliaferri

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