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Rubriche – Ciociari nel Mondo: Elisa Potenziani, Fumonese a Malta

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A cura di Stefania Del Monte


Malta è un arcipelago situato nel Mediterraneo, a 80 chilometri dalla Sicilia, di cui solo le tre isole principali – Malta, Gozo e Comino – sono abitate. Un crocevia che a causa della sua posizione altamente strategica ha subito, nel corso dei secoli, l’avvicendarsi di Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Aragonesi, Cavalieri di Malta, Francesi e Inglesi. Il Paese ha due lingue ufficiali, il maltese e l’inglese, mentre l’italiano, lingua ufficiale fino al 1934, è ancora molto diffuso e parlato correttamente dai due terzi dei maltesi.

elisa-potenzianiIn questo affascinante miscuglio di razze e culture non poteva di certo mancare l’impronta ciociara! Il ruolo di ambasciatrice è toccato, in questo caso, ad Elisa Potenziani. Fumonese, storica dell’arte, co-fondatrice dell’Associazione Culturale Il Guitto, nonché Direttore dell’omonimo trimestrale,  la vulcanica Elisa è partita alla volta di Malta lo scorso ottobre, per frequentare un corso intensivo di lingua inglese ed effettuare, negli ultimi due mesi, uno stage lavorativo presso un’istituzione culturale maltese, esperienza utile a focalizzare una maggiore attenzione sul lessico legato ai beni culturali. Oltre ad essere internazionalmente riconosciuta come meta turistica e di svago, Malta è un vero paradiso culturale. Non a caso nell’arcipelago si trovano ben tre siti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità: la capitale La Valletta, l’Ipogeo di Hal Saflieni ed i templi megalitici. Una grande opportunità, quindi, che Elisa ha voluto cogliere per poter rafforzare il suo profilo professionale, approdando a Malta grazie al Programma Torno Subito promosso dalla Regione Lazio, finanziato con le risorse del POR (Programma Operativo Regionale) Lazio FSE (Fondo Sociale Europeo) 2014-2020 e attuato da Laziodisu, Ente per il diritto agli studi universitari nel Lazio. Tale programma di interventi finanzia progetti presentati da giovani universitari o laureati di età compresa tra i 18 e i 35 anni, articolati in percorsi integrati di alta formazione ed esperienze in ambito lavorativo, in contesti nazionali e internazionali. La possibilità riservata ai destinatari del progetto è quella di costruire un percorso di crescita sulla base delle proprie ambizioni attraverso due fasi: la prima da svolgere in Italia, in regioni diverse da quella di appartenenza, o all’estero, e la seconda da svolgere invece nella Regione Lazio. L’obiettivo è l’acquisizione e il miglioramento delle competenze personali dei destinatari del progetto e, l’idea sottesa, è di reintegrare nel tessuto produttivo della regione di appartenenza laureati altamente specializzati.

 

Elisa ha scelto, per la prima fase del proprio progetto, di migliorare la sua conoscenza della lingua inglese a Malta mentre nella seconda fase lavorerà, per un periodo di ulteriori sei mesi, nel Museo delle Mura di Roma: esso rientra nel circuito dei Musei in Comune, il sistema museale di Roma Capitale istituito e gestito dalla Sovrintendenza Capitolina BBCC. Le mura aureliane, per la valorizzazione delle quali è nato il museo, costituiscono le mura più lunghe e meglio conservate di una città antica. Inoltre, la porta San Sebastiano, sede del museo, costituisce l’accesso alla via Appia, l’antica Regina Viarum, nonché al Parco dell’Appia antica: tale via coincide con un tratto della Francigena, via percorsa dai pellegrini di tutta Europa, dal Medioevo a oggi, diretti verso il Santo Sepolcro.

 

Il Museo delle Mura è un piccolo tesoro all’intero di una jungla di bellezze. Solo i turisti che decidono di muoversi al di fuori del tradizionale circuito turistico e alcuni cittadini romani più attenti scelgono di visitarlo e fare così esperienza di una Roma “più piccola”, ma ricca di emozioni. In questo luogo, attraverso l’ideazione di differenti tipologie di percorsi guidati, Elisa collaborerà alla valorizzazione del sito e del contesto, di enorme importanza storica, religiosa, archeologica e paesaggistica, entro il quale il museo stesso è collocato.

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<<Attraverso la partecipazione al Progetto Torno Subito – afferma – voglio migliorare la mia conoscenza della lingua inglese, vettore fondamentale di esperienze culturali e scambi interpersonali, e sperimentare gli effetti delle pratiche virtuose legate al turismo culturale e allo slow tourism, temi sui quali ho già avuto modo di riflettere in passato: mi muove la convinzione che la tutela e la valorizzazione dei beni culturali possano attivare un’economia sostenibile, migliorare la qualità della vita delle comunità, alimentare una ricchezza quantificabile non solo in denaro ma anche nella capacità di mantenere alto il “livello di bellezza” di un territorio, vessillo di un Paese, l’Italia inserito tra le mete più ambite dai viaggiatori di tutto il mondo. Reputandolo una sorta di incubatore di esperienze, ho scelto il Museo delle Mura, un tesoro nascosto in una città, com’è quella di Roma, che possiede un numero altissimo di monumenti, musei e siti di estremo interesse. Fare un turismo di tipo diverso, tenendo sempre presente la necessità di comunicare in maniera nuova e mirata piccole ma significative realtà culturali, è possibile ovunque ed è per questo che per il mio progetto ho scelto un titolo quasi retorico: “Can you travel more slowly?”. L’esperienza che sto vivendo – prosegue – è altamente stimolante dal punto di vista intellettivo e personale. Ora mi trovo a Malta e qui, nel cuore del Mediterraneo, incontro ogni giorno persone nuove. Ci sono ragazzi provenienti da tutto il mondo ed è davvero emozionante vedere come attorno a un tavolo si superino tutti gli “ostacoli” culturali e religiosi e ragazzi provenienti da paesi in guerra tra di loro conversino senza alcun problema. Nonostante la vicinanza di Malta all’Italia (la presenza di italiani sull’isola raggiunge cifre davvero rilevanti), proprio grazie alla varietà di nazionalità presenti nella scuola che ora frequento posso conoscere tanti “pezzi” di mondo. Questo inevitabilmente mi induce ad avere una mente più aperta che in passato e a comprendere molte tradizioni culturali che, a primo acchito, suonano davvero singolari. La Regione Lazio e la Comunità Europea forniscono, a ragazzi come me, l’opportunità di vivere un’esperienza completamente diversa da tutto ciò che abbiamo fatto in passato e di far emergere alcune qualità che, all’Università, gli studenti non hanno modo di sviluppare. In prospettiva futura è il territorio regionale a giovare delle competenze acquisite dagli studenti universitari e dai laureati che, dal 2014 ad oggi, hanno preso parte a questo progetto, per un totale di circa 3900 ragazzi. Ho scelto Malta perché, nonostante le dimensioni, sta vivendo un fermento culturale inimmaginabile ed è affascinante vedere come la commistione di elementi provenienti da diverse culture investa ogni ambito della società, dalla lingua, alla cucina, a molti aspetti della vita quotidiana dei maltesi. Qui la percentuale di occupati è davvero impressionante: l’alta possibilità di trovare lavoro funge da richiamo per molti inoccupati degli Stati vicini, Italia in primis. Ho incontrato molti connazionali che si sono spostati qui in via definitiva o che vi lavorano stagionalmente. I giovani trovano facilmente lavoro e la possibilità di raggiungere presto una posizione di rilievo è stupefacente. Malta è uno degli stati più piccoli ma più densamente popolati del mondo: i suoi abitanti sono costretti a importare quasi tutto e l’unica loro vera risorsa è data dal “potenziale umano”. img_9032A Malta, come menzionato, vi sono ben tre siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio mondiale dell’Umanità e le due isole, Gozo e Comino, sono due angoli di paradiso. Nei pressi di San Pawl il-Baħar, è naufragato l’apostolo Paolo, in viaggio verso Roma, nel 60 d.C., mentre un magnifico dipinto del Caravaggio, raffigurante la Decollazione di San Giovanni Battista, è custodito nella concattedrale di San Giovanni a Valletta: l’opera è di dimensioni eccezionali (361×520 cm) e il pittore vi appose la firma tracciando il suo nome con il sangue che schizza dalla testa del santo. L’unica cosa che mi ha sconvolto, appena arrivata – aggiunge Elisa – è stata il traffico: per percorrere circa 6 km ho impiegato fino a due ore. Il trasporto pubblico maltese non è il fiore all’occhiello dell’isola e, per questo, molte persone decidono di spostarsi con la macchina: questi due fattori si influenzano reciprocamente e così le strette strade maltesi sono sempre congestionate da traffico, soprattutto in corrispondenza dei centri principali e degli snodi viari più importanti. Io stessa ho dovuto lasciare la mia host family a Naxxar e trasferirmi vicino al College. Molto spesso gli autobus diretti in città diverse da Valletta non passano o hanno almeno mezz’ora di ritardo. A detta di qualche maltese – conclude – sembrerebbe che l’incremento del traffico, specialmente negli ultimi due anni, sia dovuto ad alcuni lavori che hanno interessato le arterie principali dell’isola. Alcuni lavori di ammodernamento, la costruzione di nuovi edifici e la ristrutturazione dei vecchi, il fermento culturale che si respira specialmente nella parte settentrionale dell’isola, dipendono anche dal fatto che nel 2018 la capitale ospiterà tutte le iniziative legate alla proclamazione di Valletta come capitale europea della cultura. Una buona occasione per visitare Malta, se non ci siete mai stati!>>.

 

 

 

 

 

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