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Rubriche – Ritratti da dentro: PAOLO GALUPPI e la sua “anima”

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Pubblichiamo con piacere il lavoro di una studentessa di Teologia, Valeria Santucci di Alatri, che ha “indagato” l’animo di una persona che molti in città conoscono già… ma non sotto questo punto di vista. Questo “racconto” è il primo di una serie che avrà cadenza mensile…

340514_198314383568235_557753594_oPaolo Galuppi è nato ad Alatri il 13 Aprile 1966. La vita del piccolo Paolo si colloca in un paesello di origine ciociare, deduciamo dall’etimologia il grande cuore che ha il popolo abitante, gli vengono tramandate, dunque, tutte quelle tradizioni che un vero ciociaro deve avere. Il bambino trascorre una felice infanzia con suo fratello maggiore è gli amici del vicinato; la mamma, una maestra gli indica sempre la giusta via, lo spinge ad avere una crescita sana ma veloce perché il piccolo verrà segnato irrimediabilmente all’età di soli 7 anni dalla morte del padre. L’ infanzia di Paolo però non viene troppo traumatizzata dell’accaduto giacché il fratellone Pino lo accudisce come un figlio dandogli modo di non avere quelle mancanze che dentro comunque lo segnano. Diventa un ragazzo espansivo, gioioso, buono e altruista; si diverte Gioacchino a basket con gli altri amichetti, non si fa man are nulla, il riso e la gioia della spensieratezza dettati dall’ infanzia non gli vengono negati. Paolo cresce, si innamora, si arrabbia, inizia ad avere i primi sogni per un futuro, ma passata quest’iniziativa felice si accorge che il tempo è volato e come vuole la madre è arrivato il momento a soli 18 anni di diventare l’uomo, quell’uomo che da piccolo non ha avuto accanto. Sarà per mancanza di autostima, incertezza finanziaria, che inizia per lui la prima serie di scelte dovute all’amore per gli altri e non per sé stesso. Studia, diventa fisioterapista, fortuna e determinazione gli hanno dato modo di crearsi il lavoro da solo. Aprendo uno studio inizierà il lungo viaggio dedito all’aiuto degli altri. Paolo per tradizione è cristiano, gli si intravede però quell’amore vero gli insegnamenti della bibbia, capendo che quelle sono le rette leggi da seguire per diventare l’uomo giusto che vuole essere. La nuova famiglia di Paolo ha 4 componenti: lui, sua moglie, il figlio Samuele e la piccola Mwanne. La vera storia da raccontare, che fa commuovere e gioire è appunto la storia di polo e Mwanne! Paolo riceve la visita di una donna, grazie alla quale capisce di avere una nuova opportunità: purtroppo una bambina della Tanzania ha grandi difficoltà, in quanto si è gravemente ammalata a causa di un germe presente nelle acque sporche del posto che le ha attaccato il corpo deturpandole il viso alla tenera età di 2 anni. I genitori naturali l’hanno abbandonata, gli aiuti umanitari hanno fatto il giro del mondo per aiutare la bimba, destinata ad arrivare nelle braccia, del suo vero e unico mondo, di Paolo.  Psicoanalizzando l’uomo, vediamo che con tenerezza, amore e misericordia non ha avuto paura della bellissima cosa che gli stava accadendo e senza batter ciglio, prende la bimba con sé, diventando il padre che gli è sempre mancato. Mwanne e Paolo sono la stessa persona ormai, con gli stessi bisogni di affetto e amore che da sempre e per sempre, i due si scambieranno. La bimba cresce sana e più forte che mai, la comunità di Alatri gli sta vicino e Paolo non si scoraggia mai, non si affligge e non si pente dell’acqua scelta presa. Paolo, come dimostrano le mie tesi, da amore, da gioia, aiuta chi ha bisogno, riempiendo gli altri di cose belle, riempie piano piano il vuoto che lui ha. Il suo amore mancato, la sua felicità a volte negata hanno dato frutto all’uomo che oggi è; un uomo buono! Sa di esserlo ma non se ne vanta, non sa però che nel suo piccolo salvando una bambina ha salvato il mondo. Niente capita a nessuno, che questi non sia in grado di reggere. Pensando alla sua scelta capiamo che per lui era arrivata l’ora di prendere una posizione che non è sicura, ne conveniente e ne popolare, ma bisognava prenderla perché giusta. Ho parlato di verità guardando negli occhi un uomo, un uomo emblema di ogni bontà presente nell’ umanità, a mio avviso condizione essenziale per l’esercizio responsabile per un amore puro, per superare il paradigma dell’obbedienza esteriore dell’autorità e affermare quello dell’obbedienza interiore e quindi libera al bene e alla giustizia. 

L’ amore di quest’ uomo è paziente, benevolo, non invidia, non si vanta; il suo amore soffre, spera e sopporta ogni cosa. Caro Paolo ogni emozione deve avere la forza de’ essere è tu le hai centrare tutte in pieno. Auguri a quel paolo che paolo vuole!”

 

V.S .valeria santucci

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