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Rubriche – Ritratti… da dentro: Gianni Nara, Icona RockAndRoll nostrana

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Pubblichiamo il secondo lavoro di una studentessa di Teologia, Valeria Santucci di Alatri, che “indaga” l’animo di persone che molti in città conoscono già… ma non sotto questo punto di vista. Questo “racconto” è il secondo dopo quello dedicato a Paolo Galuppi.

Gianni Santucci, in arte Gianni Nara nasce ad Alatri il 29 luglio 1948. Ci troviamo di fronte una colonna portante di Alatri, davanti un uomo che si è fatto musica , grazie alla quale proietta il grande amore che si cela nel suo immenso  cuore. Il piccolo Gianni è figlio unico, mamma e papà non gli fanno mancare nulla proprio come lui adesso non fa mancare nulla a nessuno, coccola i cuori che lo circondano proprio come veniva coccolato il suo.

Gli esordi di Gianni si hanno con il suo gruppo giovanile “Beautiful ” grazie al quale si fa spazio nel mondo della musica; conosce persone, si fa amici, inizia a pensare in grande, si fanno pian piano spazio in lui grandi  sogni di gloria, presto distrutti dalla realtà di un mondo avido e corrotto che non gli appartiene . Vorrebbe diventare un grande, ma rinuncia con piacere perché preferisce mantenere la sua integrità morale e la sua coscienza pulita. Continuerà però ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di essere stereotipato come il classico bramoso di successo riuscendo a dare ai suoi ascoltatori quel momento, che tutti noi proviamo, l ho vissuto io quando ascoltando una sua canzone con lui, ho chiuso gli occhi, ho immaginato chi spesso sogno, e mi ha cullato fin fuori dal mondo, oltre i confini della realtà, dandomi un batticuore che mi ha fatto sentire viva, viva in un sogno che non vorrei finisse mai. Ciò che conta è liberare il proprio io: lasciare che trovi la sua dimensione, che non abbia vincoli! Tutto questo mi fa capire che nonostante sia passato molto tempo, dentro di lui c’è ancora quel piccolo Gianni che ha voglia di amare e di far innamorare. Di quando era piccolo, ricordo fermo, é quello di esser stato uno dei chierichetti del caro Don Luigi, dedico alla cristianità trova la via per non cadere mai in tentazione, cosa che il suo mondo gli chiedeva costantemente. Sconcertato dai momenti difficili, intravede una vocazione sacerdotale, chiaro segno d’ amore per il prossimo; ma Dio volle che Gianni Nara divenne GIANNI NARA e gli mise davanti agli occhi una luce ben più chiara: trovandosi con il suo gruppo alza lo sguardo, vede qualcuno, punta il dito davanti agli amici increduli e pronuncia la frase che gli cambiò la vita: <Quella sarà mia Moglie> e così fu! Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po’ di se e si porta via un po’ di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso. Grande uomo di vita, grande insegnamento di vita. Sa bene che un conto è dire “tu sei l’ amore” un altro è dire “tu sei l’ amore MIO”.

Lui vuole essere Gianni, il nostro Gianni; vuole essere amato e vuole amare. Ho visto uomini arrendersi alla vita, uomini vinti, che per disperazione, stupidità o cupidigia hanno scelto o meglio non hanno scelto il loro destino. Bisogna cercare di rendere una non vita in una vita degna di essere conseguita al meglio. Basta poco per realizzarsi, basta rialzarsi!!

Come il nostro colosso ha fatto e continua a fare, Grazie Gianni!!

 

Valeria Santucci

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