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Candidati @ Confronto 1°: Tarcisio Tarquini e la sua visione del futuro sviluppo della città

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Primo quesito: Quale futuro e quale vocazione per la città? Idee e programmi per lo sviluppo urbanistico e produttivo del territorio.
Tarcisio Tarquini candidato di Alatri in Comune, Prospettiva Futura e Patto Civico

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Tarquini BNPiù che di sviluppo urbanistico della città parlerei di un’urbanistica necessaria allo sviluppo della città. Il nostro piano regolatore è vecchio di mezzo secolo, e già quando venne approvato dal consiglio comunale dell’epoca, nel 1964, uno dei due urbanisti che lo avevano redatto commentò che esso doveva essere completato affrontando il tema cruciale della definizione dei centri abitati esterni al centro storico. Non lo si è fatto, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. La mancanza di una trama coerente del nostro territorio, il ricorso costante alle varianti particolari, la lacerazione di tessuti urbani ed extra urbani, l’impossibilità di una politica di sviluppo in tutti i settori produttivi. Non ci sono aree industriali e artigianali, non ci sono deroghe urbanistiche per gli esercizi e le botteghe del centro storico in modo da facilitare chi voglia intraprendere una qualsiasi impresa, non ci sono infrastrutture a servizio dei centri abitati, cresciuti senza logica e prospettiva, non c’è un assetto viario compatibile con i nuovi insediamenti commerciali e i nuovi assi viari che attraversano il territorio. In queste condizioni si pagano costi enormi, forse occulti ma tutti in capo ai cittadini.

Per primi, perciò, abbiamo parlato dell’urgenza di un nuovo piano regolatore, che prenda atto dello stato di fatto ma si proponga di risanare e riqualificare il territorio. È un’operazione indispensabile anche per rivitalizzare l’agricoltura, un settore produttivo al quale sempre più giovani si rivolgono per creare produzioni e occupazione di qualità. Noi intendiamo affrontare subito il problema della sua redazione che sarà “partecipata”, cioè attuata con il contributo diretto e decisivo dei cittadini e delle associazioni nelle quali essi si riconoscono.

L’obiettivo sarà quello di riprendere il discorso interrotto della città con più centri, ciascuno con la sua identità parte dell’identità comune. In questo contesto, una strategia d’urgenza va impostata per il centro storico, con un piano per il suo recupero abitativo che deve accompagnare il ritorno al suo interno di attività e perciò di persone. Noi parliamo, per fare un esempio, di città degli studi, un obiettivo che riprende, innovandola, una tradizione della nostra città, che è stata il suo passato ma può essere anche il suo futuro.

Alatri è, come ripetiamo spesso, dieci rioni e 93 contrade. C’è scritto nello Statuto comunale, che vogliamo rispecchi, nella sua architettura istituzionale, questa realtà. Per questa ragione inseriremo nel testo un nuovo articolo che riconosca di diritto i Comitati di zona, attribuendo ad essi compiti precisi e ruolo definito. La nuova pagina della storia cittadina vedrà tutti impegnati, nessuno da spettatore ma tutti da protagonisti ” .

Tarcisio Tarquini

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