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Editoriale – Ci risiamo, Mediaset umilia ancora la Ciociaria

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Niente di nuovo sotto questo cielo. Ma la consuetudine con cui ormai alcune televisioni, in particolare la rete ammiraglia di Mediaset, Canale 5, maltrattano e umiliano la nostra terra non sminuisce anzi aumenta l’indignazione di un popolo che, tocca ricordarlo, vanta secoli e secoli di storia, arte, cultura anche molto “alta”. Mi ero infervorato già molto con la storia della cosiddetta “Ciociara” del Grande Fratello Vip, sottolineando che nulla avevo da contestare alla persona, che poi tra l’altro si è rivelata la più vera ed, infatti, ha vinto il programma, ma soffermandomi sulla scelta degli autori e della produzione di utilizzare uno stereotipo vecchio quanto mai per ridicolizzare una intera “regione” che spazia su ben tre province laziali, Frosinone, Latina e Roma, arrivando addirittura oltre regione nell’aquilano (Balsorano etc). Non volevo ripetermi nella filippica, tra l’altro che ha avuto un successo oltre l’immaginazione, proiettando il nostro Gazzettino a livelli di visualizzazione record per qualsiasi testata “locale” ma dopo aver ricevuto, forse anche sulla scia di questa fama di difensore della tradizione e della cultura ciociara, diverse segnalazioni a raffica sui social e privatamente, non posso che tornare sull’argomento accogliendo la richiesta accorata in particolare di due lettori ciociari, che vivono fuori confine per molti mesi l’anno, e che si sentono umiliati nel profondo a vedere di nuovo “buttata in pasto” al grande pubblico di “Avanti un altro” condotto da Paolo Bonolis, un’immagine vergognosa della nostra terra. Anche persone non di origine ciociare e “ospiti” della nostra provincia, sui social si sono dette indignate e hanno fomentato i veri ciociari a ribellarsi perché loro che vivono da anni e anni in questa terra conoscono benissimo tutti i pregi che essa riserva. Non che siamo perfetti, ovvio, e neanche rinneghiamo le nostre origini umili, ma accanto a questa tradizione popolare di pastori e agricoltori, c’è una altrettanto, anzi forse ancor più vasta, cultura che spazia dalla letteratura classica a quella d’avanguardia, dalla scultura al cinema, dalla poesia alla scienza, all’architettura, alla cucina fino allo sport e chi più ne ha più ne metta. Inutile citare Cicerone, De Sica, Matroianni, i fratelli Bragaglia, Papa Bonifacio VIII , Severino Gazzelloni, Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Tommaso Gismondi, Stefano Reali, Giovanni Fontana, perchè potremmo citarne così tanti da far impallidire qualsiasi altra zona d’Italia e d’Europa e l’elenco sarebbe sempre comunque parziale. Insomma… l’ennesimo personaggino caricatura che addirittura deve essere affiancato da un interprete che traduca il dialetto ciociaro per il pubblico “colto” di Canale 5 è davvero triste. E anche qui non parliamo della persona di cui non sappiamo nulla, ma della “parte” che gli viene assegnata e che è assolutamente inverosimile. Ma stavolta evito di approfondire perché, forse, mi viene il sospetto che proprio sulla nostra sensibilità e suscettibilità si fondi la loro strategia di “vendita”. Mi fa strano, però, pensare che il pubblico italiano per divertirsi debba ancora assistere a teatrini che fanno tanto XIX secolo. Un sassolino però voglio togliermelo, e voglio dire a Bonolis e agli autori che quel paesino sperduto di cui si parla in puntata, Vallecorsa, ha pagato uno dei prezzi più alti nell’occupazione nazista della Seconda Guerra Mondiale. Il Film “La Ciociara” con la magnifica Loren racconta benissimo ciò che decine e decine di donne ciociare subirono in quegli anni orribili con le cosiddette “marocchinate”. Già solo per questo meriterebbero delle scuse.

Vedi la puntata intera

Andrea Tagliaferri

Ciociaro doc e permaloso

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