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Mamme o Befane? (o entrambe) , la nuova pillola di Paola Manchi

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Il film “La Befana vien di notte” racconta la storia di una Befana part-time, a tempo molto indeterminato, che di giorno fa la maestra, eternamente giovane, e di notte fa la Befana, eternamente tale nel senso di vecchia e brutta. Anche se amata da tutti, inevitabilmente la Befana si trova a dover combattere contro un cattivissimo che vuole prendere il suo posto nel cuore dei bambini ma più, forse, nella grande distribuzione dei regali, come vendetta per la delusione di un regalo non consegnato in tempo quando era bambino… che se la Befana avesse saputo che poi lui avrebbe rosicato così tanto, sicuro sarebbe passata alla versione “prime”, con la consegna entro la notte del 5 gennaio garantita! Film fantastico, nel senso di genere, ma non tanto per questa storia della maestra che di notte diventa Befana e non si può sposare, perché quella è una delle cose più realistiche della sceneggiatura e, infatti, poi il fidanzato maestro scopre tutto e la sposa lo stesso, tanto vale per tutte le donne che quando ci convivi scopri che di notte si trasformano, ma lei almeno alle 8:00 si ritrasforma ed è pure già truccata, per esigenze cinematografiche. Pure questa cosa che lei fa la maestra da secoli e non va ancora in pensione è molto realistica e, infatti, il film lo hanno distribuito giusto in tempo, prima che passi la quota 100. Certo, il fatto che il fidanzato maestro le fa la proposta di matrimonio è un po’ fantasy, ma non tanto per l’anello (che poi questa cosa che uno mette l’anello e inizia a scomparire e diventare invisibile, a pensarci bene non funziona mica solo con gli hobbit), più perché lui conta di mettere su famiglia con due stipendi da maestri. E infatti, la maestra si capisce che non lo vuole sposare e la storia della Befana è solo una scusa, figurati se un uomo si accorge di quello che succede alla moglie mentre lui dorme o se nota che lei è sempre giovane uguale! La verità è che lei di un uomo con il suo stesso stipendio non sa che farsene, tanto di giorno va in bici e di notte con la scopa e senza auto da gestire il marito a che serve? Quello che davvero caratterizza come fantastica la storia, però, a parte le camerette perfettamente ordinate, è il fatto di vedere, sin dalle prime immagini, gelidi paesaggi tipicamente invernali, neve ovunque, tra gli alberi e tra le case, e comunque bambini che escono da scuola e vanno a casa in bici, poi escono con gli amici e vanno in giro in bici, bambini VERI, non bamboccioni ultra …enni, bambini in età scolare e precisamente da scuola primaria, considerato che hanno la maestra. Li guardi da mamma ciociara e ti chiedi se almeno hanno la canottiera, e intanto invidi quei paesaggi da favola da attraversare correndo lungo strade perfettamente pulite, fra cumuli di neve nettamente separati, come fossi Mosè, soltanto con le acque gelate. Eppure quelle mamme sono normali, lo capisci quando vanno a portare ai figli già pronti per dormire, fette di pandoro da mangiare sotto le coperte e che siano italiane lo capisci dalla Nutella che copre tutta la fetta. Mamme nordiche, ma pur sempre italiche che, infatti, guardano preoccupate il figlio un po’ sovrappeso che dice di non avere fame e non tocca neppure una delle tre fette della razione giornaliera, anzi notturna, raccomandata dall’associazione medici pasticcieri. Una favola piena di azione, divertimento e buoni sentimenti, con un grande messaggio positivo per tutte le donne: che voi siate giovani maestre o vecchie Befane, il problema non è trovare un uomo da sposare, ma riuscire a vivere con il vostro stipendio e controllare sempre l’ora prima di scegliere se prendere la bici o la scopa.  

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