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Pillola anti-femminicidio

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Pillole di Sarcasmo contro il reflusso esistenziale di Paola Manchi

Un uomo di 56 anni uccide a mani nude la fidanzata, confessa e viene condannato in primo grado a 30 anni per omicidio volontario aggravato da motivi futili e abietti… ci sta, soprattutto “abietti”. L’uomo ricorre in appello ed arriva lo sconto, fino al 59%, con pena quasi dimezzata a 16 anni perché una perizia psichiatrica spiega che ha ucciso “in preda ad una soverchiante tempesta emotiva”, quindi concessione di attenuanti per il raptus e rito abbreviato per la riduzione automatica della pena. Va bene i cambiamenti climatici, ma la tempesta emotiva assomiglia molto ai “motivi di famiglia” della giustificazione con la supercazzola. Che poi, dopo i 50 semmai è la donna che ha le vampate per la menopausa, non l’uomo le tempeste… emotive poi, manco fosse un rigore per gli avversari al 91esimo sull’1 a 0 in finale di Champions.
Altra sentenza, altro omicidio, stesso genere di vittima, donna, solo un’altra. Frequenti rimandi del giudice a “pena certamente molto severa, perché nulla può giustificare l’uccisione di un essere umano”, ma di un essere donna sì a quanto pare, perché quella dell’uomo, in fondo, è soltanto “la reazione a un comportamento della donna, del tutto incoerente e contraddittorio, che l’ha illuso e disilluso nello stesso tempo”. Attenuanti generiche, sconto di un terzo per il rito abbreviato e riduzione della pena dai 30 anni chiesti dal PM ai 16 stabiliti dal giudice… che poi anche il giudice ha prima illuso e poi deluso i parenti della vittima, ma mica lo hanno ucciso! 
Ma i saldi e gli sconti non finiscono mai per chi uccide una donna? Sarà perché è una cosa che va sempre di moda, adatta ad ogni stagione. Certo, però, anche voi uomini “rito abbreviato”, “riduzione della pena”… solo quando vi fa comodo le dimensioni contano! Se non fosse per quel “responsabilità” inserito tra “misura” e “penale”, come specificazione della misura appunto, non sarebbe da voi puntare alla riduzione. A questo punto, se proprio dovete uccidere, aspettate che faccia buio e uccidete in casa, con la scusa della legittima difesa invece che dell’amore, è comunque più dignitoso e risparmiate ai giudici la fatica di dover inventare sempre nuove motivazioni per questo ritorno al passato. Già, perché tra raptus e delusioni stiamo tornando indietro nel tempo, ma direttamente alla preistoria, con il rischio di morire prede di “velociraptus”, rapidi nel rito, abbreviato, appunto, ma anche nella pena.

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