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Reportage – “Scheletri”, di Alessandro Catracchia

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Vi presentiamo il terzo dei reportages fotografici realizzati durante il corso di Fotogiornalismo curato da Maria Novella De Luca presso Teatro Studio di Frosinone e patrocinato da ilGazzettinoCiociaro.it

L’autore, Alessandro Catracchia, 27enne di Vico nel Lazio, racconta così la sua esperienza: “Ho iniziato a fotografare da poco, per assecondare una ricerca personale e grazie a una persona a me molto cara. Questo reportage è per me un capitolo che si apre chiudendone un altro. Seguendo il corso sul reportage di Maria Novella ho avuto modo di apprendere nuove metodologie fotografiche che mi hanno permesso di esprimere ciò che vedo e penso ma soprattutto mi ha permesso di trovare la chiave di volta delle mie fotografie, ovvero trovare un senso a quello che faccio. Amo i posti tranquilli, un po’ dimenticati, dove posso scattare in tranquillità con la mia musica nelle orecchie. La scelta di questa location per il mio reportage non è casuale: un luogo abbandonato, dove ognuno potrà trarre le proprie conclusioni.La fabbrica che racconto con queste immagini, chiusa ormai da anni, è un ex stabilimento dove si produceva calce e altri derivati aventi una base di materiale calcareo. Non ho voluto focalizzare la mia attenzione sull’impianto industriale e sulle sue vicissitudini imprenditoriali, politiche ed economiche, ma ho pensato soprattutto all’aspetto umano. Sull’ambiente dove molte mani hanno lavorato, pigiato pulsanti, tirato leve, salito scale, ascoltato il rumore assordante dei macchinari e  dove tutto ormai resta fermo e abbandonato. Luogo che oggi è forse sfruttato per traffici anche pochi chiari, come prostituzione, oppure utilizzato come tela dai Writers. Chissà se qualcuno che vi ha lavorato,  guardando queste foto, ricorderà il lavoro svolto lì e come era una volta Questo è il primo tassello di un’ esperienza unica, che mi vedrà sicuramente più attento a ciò che mi circonda“.

la curatrice e tutor Maria Novella De Luca, invece, ne sottolinea l’aspetto emotivo:”Alessandro ha uno sguardo profondo, silenzioso e attento verso ciò che lo circonda e lo incuriosisce. Questo l’ho notato già dalle sue prime foto. Mette in esse la calma e la pienezza dell’attimo in cui le ha accolte restituendo completezza e lucidità. Anche in questo lavoro, Scheletri, realizzato per il corso è riuscito a sintetizzare ciò che voleva esprimere, in un unico luogo, pieno di simboli, di silenzio e umanità, che anche nella solitudine evoca vita. Sempre con sguardo attento e buona tecnica”.

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