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Rubriche – Ciociari nel mondo: Cosa ne pensano delle Presidenziali USA?

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È lotta aperta per la corsa alla Casa Bianca ed anche la comunità ciociara è divisa. Vediamo qualche opinione dei nostri conterranei d’America.
A cura di Stefania Del Monte

 

Il prossimo 8 novembre gli Stati Uniti d’America eleggeranno il loro quarantacinquesimo presidente, successore dell’uscente Barack Obama il quale, avendo già servito per due mandati, non avrà la possibilità di ricandidarsi. In un clima più che mai incandescente, la corsa alla Casa Bianca è iniziata nel febbraio scorso con le cosiddette primarie e terminerà il 14 giugno prossimo. In questa fase i cittadini americani non votano direttamente per il candidato bensì per un collegio di 538 “grandi elettori”, ai quali spetterà poi il compito di eleggere il nuovo presidente. Al momento gli sfidanti, all’interno dei due maggiori schieramenti politici, sono cinque: da una parte i democratici Hillary Clinton e Ben Sanders e, dall’altra, i repubblicani Donald Trump, Ted Cruz e John Kasich. Dopo le primarie si terranno, nel mese di luglio, le convention dei due partiti, dai quali emergeranno i nominativi dei rispettivi candidati alla presidenza. Nel frattempo la sfida procede senza esclusione di colpi, con i partecipanti che non esitano a scontrarsi duramente sui temi più caldi: economia, lotta al terrorismo, armi, cambiamento climatico. L’argomento che scatena le polemiche più aspre è, però, quello dell’immigrazione.

Tra le comunità di immigrati presenti nel territorio statunitense, quella ciociara è una delle più rappresentate. La distribuzione è piuttosto omogenea, con l’unica eccezione del Connecticut, dove si concentra la presenza maggiore. Cosa ne pensano, quindi, i nostri conterranei in terra americana, di questa campagna presidenziale?

Giuseppe Caponera<<Purtroppo stiamo assistendo alla peggiore delle corse per la casa Bianca! – dichiara Giuseppe Caponera, 43 anni, residente ad Hazleton, in Pennsylvania – Gli americani medio borghesi sono quasi tutti schierati con Donald Trump. Se poi lo voteranno, non lo so, però sono attratti dal suo dar voce al malcontento generale. Se vince lui, che Dio ci aiuti! Io non sono schierato. – prosegue Giuseppe – Mi piaceva Rubio (Marco Rubio, candidato repubblicano, sconfitto da Trump in Florida a marzo, ndr), ma non era il suo momento. Sono invece molto deluso da Obama: a mio avviso, uno dei peggiori presidenti degli ultimi decenni>>.

Bob ArduiniPer Bob Arduini, 56 anni, residente ad Albany, nello stato di New York, Donald Trump rappresenta una vera e propria minaccia: <<molti di noi liberali del nordest – dichiara – ci preoccupiamo del fatto che Trump possa avere una concreta possibilità di vincere la nomination per il suo partito. Questo significa che andrebbe quasi sicuramente a scontrarsi contro Hillary Clinton. Non sembra esserci alcuna spiegazione logica – prosegue – su come Trump sia riuscito ad ottenere questi risultati, ma probabilmente ha dato voce ai sentimenti di razzismo, odio e fanatismo diffusi in alcuni degli stati più conservatori. Inoltre fa leva sulla paura nei confronti dell’Islam, degli omosessuali, degli immigrati clandestini. Molti scherzano sul fatto che se Trump verrà eletto presidente, metà della popolazione emigrerà in Canada!>>.

Lilly-DawesDi opinione diametralmente opposta, invece, è Lilly Dawes, 61 anni, originaria di Fumone e residente a Seattle nello stato di Washington: <<Siamo davvero in una brutta situazione! – inveisce – Abbiamo avuto un democratico in carica per otto anni ed ha rovinato il paese, delegando il potere alle banche e causando la rovina economica di tanti imprenditori. Sanders è un socialista e se venisse eletto farebbe peggio di chi c’è adesso. Hillary Clinton, invece, dovrebbe essere arrestata per tutto quello che ha fatto! Io e mio marito – prosegue – siamo indipendenti ma a entrambi piace Donald Trump. Personalmente non amo Cruz perché dice troppe bugie ma penso che Trump, in caso di una sua vittoria, potrebbe dare una bella ripulita e far tornare l’America il paese forte di una volta>>.

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