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Rubriche – Ciociari nel mondo: UN CUORE DIVISO A METÀ

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Il viaggio nella memoria di Anna Maria Sementilli, ciociara d’Argentina, a cura di Stefania Del Monte

 

 

Gli emigranti italiani sono presenti in ogni angolo del globo. Soltanto in due paesi, però, essi costituiscono la maggioranza della popolazione: in Italia e in Argentina. Tra il 1876 ed il 1976 partirono infatti, in direzione del paese sudamericano, oltre tre milioni di italiani, tra i quali anche migliaia di ciociari. Tenendo conto degli argentini di origine italiana, il numero dei nostri connazionali presenti oggi nel paese raggiunge i 25 milioni: vale a dire oltre il 50% della popolazione.  Ma quale fu il motivo di questa emigrazione in massa verso la Mèrica? Nel 1853 l’Argentina divenne una repubblica federale ed introdusse un progetto di colonizzazione agricola che attirò molti stranieri in cerca di fortuna. Nella provincia di Buenos Aires, a partire dal 1870, una legge assegnava gratuitamente, a giovani coppie di agricoltori, dei terreni. Ciò, a condizione che vi costruissero una casa e li coltivassero. Dal 1876, fu varata una legge ancora più favorevole nei confronti degli immigrati: i territori nazionali vennero suddivisi in lotti da quarantamila ettari per insediamenti urbani e suburbani; tali terreni venivano poi assegnati gratuitamente, o a prezzi modici, sempre con il solo obbligo di abitarli e coltivarli.

famiglia sementilli

La storia di Anna Maria Sementilli, 61 anni, nata a Río Turbio nella provincia di Santa Cruz da genitori ciociari, è simile a quella di tanti italo-argentini di seconda generazione.

coniugi sementilli<<Mio padre Bernardino, originario di Ceprano, e mia madre Maria Valeri, di Strangolagalli, emigrarono in Argentina rispettivamente nel 1949 e nel 1951. Assieme a mia madre arrivò anche mio fratello Domenico. La ragione di quel trasferimento era la stessa di tanti altri che, in quegli anni, fecero la stessa scelta:  nell’ immediato dopoguerra il lavoro in Italia scarseggiava e la Ciociaria era una delle aree più disagiate, mentre il presidente argentino di allora, Peron, offrì loro una casa e un lavoro.

Negli anni ’70 i miei genitori decisero di tornare in Italia: mia madre aveva davvero molta nostalgia della Ciociaria. Da allora, per oltre quarant’anni, non ho più messo piede nel mio paese natale. Solo oggi, dopo tanto tempo, sono finalmente riuscita a tornarvi, e a ritrovare le mie vecchie amicizie. È stato meraviglioso rivedere le persone con cui ho trascorso la mia adolescenza. Una cara amica ha fatto un viaggio di due ore pur di riuscire a salutarmi. Un altro vecchio compagno ha organizzato una grande festa a casa sua… Gente stupenda e davvero molto ospitale!

Hotel_de_los_Inmigrantes_-_dormitorio_de_mujeres_-_1912-_AGN 

 Hotel_Inmigrantes_Buenos_Aires

In questi giorni sono anche passata a visitare il vecchio Albergo degli Immigrati a Buenos Aires, che ora è stato trasformato in un museo. Sia i miei genitori che mio fratello, al loro arrivo, furono accolti qui. Vista la drammatica attualità del tema dell’immigrazione, un confronto tra gli ottimi servizi di accoglienza, offerti dall’Argentina degli anni ’50, e l’inadeguatezza dell’Europa odierna diventa inevitabile.

Ora vivo a Pamplona, in Spagna, ma cerco di tornare in Italia almeno tre o quattro volte l’anno: appena posso faccio un salto in Ciociaria, dove ho ancora parecchi cugini. Amo molto il popolo ciociaro e sento profondamente radicate le mie origini. Il mio cuore appartiene sia all’Italia che all’Argentina>>.

Anna Maria, quindi, è una cittadina del mondo che ha saputo prendere il meglio dai suoi due paesi e amalgamarlo.  Quella mamma ciociara ammalata di nostalgia, invece, ci fa pensare agli emigranti di Laura Pariani: Italiani che vivevano di ricordi e di lunghi sogni per un viaggio di ritorno che tutti rimandavano a un futuro lontano a cui nessuno credeva, ma che comunque serviva a accettare un presente fatto di scontentezze”. Ma fortunatamente per Bernardino e Maria, quel viaggio di ritorno, non è rimasto soltanto un sogno.

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