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Rubriche – Ciociari nel mondo: Luca De Santis, chef alatrense a Dublino

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A cura di Stefania Del Monte


Dublin The Temple Bar

La verde terra d’Irlanda, patria di folletti, musica e magia, costituisce da secoli un richiamo fortissimo per noi ciociari. I primi conterranei ad avventurarvisi furono, a partire dal 1700, pifferai e zampognari, suonatori di tamburello e di organetto, comici, saltimbanchi e venditori ambulanti: veri e propri pionieri dell’emigrazione all’estero. Ancora oggi, però, il fascino dell’Irlanda è molto forte, se si considera che da una ricerca del 2005 emerse che i ciociari costituivano addirittura il novanta percento degli immigrati presenti sull’isola.

Tra i trasferiti di ultima generazione vi è anche l’alatrese Luca De Santis, 45 anni, che come suo nuovo Paese adottivo ha scelto proprio l’antica terra dei Celti. Questa è la sua storia:

“Sono Chef presso un ristorante irlandese, l’Old Mill di Dublino. Sono originario di Alatri e mi sono trasferito qui quattro anni fa, innanzitutto per la voglia di cambiare ma, soprattutto, perché in Italia è sempre più difficile andare avanti con stipendi miseri e con orari di lavoro assurdi. Quando sono arrivato non ho avuto grandi problemi, soprattutto perché ho un amico che vive a Dublino da diversi anni e che mi ha aiutato molto: nel giro di breve tempo sono riuscito a conquistare la stabilità nel lavoro e la tranquillità economica. Per tre anni ho lavorato presso un locale italiano, il Fornaio Enoteca, la cui specialità erano taglieri di salumi e formaggi, oltre che ovviamente vini, rigorosamente importati dall’Italia. Qui all’Old Mill, invece, dove mi sono trasferito dallo scorso agosto, ho avuto la possibilità di specializzarmi nella cucina tipica irlandese: stufato irlandese, stufato alla Guinness, cosciotto di agnello, e così via. Per me è stato un passaggio stimolante, perché apprendere la cucina del mio Paese adottivo mi permette, in qualche modo, di integrarmi meglio nella sua culturaEssendo l’Irlanda un paese anglosassone, le differenze rispetto alla Ciociaria sono parecchie, soprattutto a livello culturale e di linguaggio, ma per certi versi ci sono anche tante similitudini, come ad esempio la religione. Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni non ho avuto grossi problemi, anche perché non è la prima volta che mi trovo a contatto con questa cultura, avendo vissuto in precedenza in Inghilterra. In questi quattro anni ne ho approfittato per girare in lungo e in largo l’Irlanda, scoprendo ogni volta luoghi magici e spettacolari. Purtroppo, però, non riesco a viaggiare quanto vorrei, sia perché lavoro tantissimo, sia perché cerco di dedicare il tempo libero alla mia compagna ed al suo bambino di 5 anni. Ad Alatri torno appena posso, sebbene se non spesso come vorrei. Del mio paese di origine mi mancano la famiglia, gli amici e un po’ la cucina, ma soprattutto il clima, visto che qui è molto piovoso: dopo un po’, però, ci si abitua anche a quello. Al momento non saprei dire se vi tornerò a vivere, ma mai dire mai. Intanto, ogni volta che torno, organizzo delle belle rimpatriate con gli amici che non vedo da tanto tempo, e in alcune occasioni qualcuno di loro è venuto anche a trovarmi a Dublino: in particolare in occasione della festività di San Patrizio, che sembra stia diventando una tradizione molto amata anche in Ciociaria!”.

 

 

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